Sagola sul tetto d’Europa
Il Gran Soleil 37′ di Fausto Pierobon centra il successo più importante della stagione agonistica, vincendo il Campionato Europeo IMS a Cherso. Franco Cittar di Olimpic Sails racconta questa esperienza.
La brezza costante, il paesaggio e il gran numero di partecipanti hanno offerto uno spettacolo eccezionale in occasione del campionato europeo IMS, evento clou della stagione agonistica mediterranea. Ottimi i risultati della barche italiane che hanno monopolizzato il podio della classe B: vince il GS 37′ Sagola, barca invelata con tecnologia Spidertech dalla veleria friulana Olimpic Sails. A seguire altre due imbarcazioni affiancate dalle stessa tecnologia: L’altra Claudia (Di-Tech sailmakers) e Costa del Salento (veleria Montefusco).
Al lato Sagola in poppa. Immagine di repertorio
Alla fine del campionato Franco Cittar, che segue il team Sagola da due anni, afferma: “ abbiamo lavorato duro, ma in poco tempo siamo riusciti a sviluppare le potenzialità e la velocità della barca. Il GS 37′ è un progetto nato per l’IMS, con genoa al 100% della J. In condizioni di vento leggero la barca ha poco scorrimento sull’acqua. La tecnologia Spidertech e l’esperienza progettuale del team Olimpic Sails hanno permesso di sviluppare un nuovo gioco di vele secondo una filosofia diversa: arrotondare le forme per aggiungere cavalli al motore . La distribuzione dei fili è stata rivista e le vele sono diventate più lisce”. I risultati dell’europeo, rapportati alle prestazioni delle barche rivali, confermano la bontà del lavoro. “ Le prove sono state disputate con brezze tipicamente mediterranee - continua Cittar. Le partenze sono avvenute con 8-9 nodi di vento, poi aumentati sino a 14. Il nuovo genoa leggero, più potente, è stato un valido aiuto per allungarci sulla flotta dopo lo start. Il medio non è stato da meno: nelle mollane la barca non si è mai fermata!”. Il passo del mezzo è fondamentale, si sa, ma è il lavoro dell’equipaggio a dare un’anima alla barca: “nelle ultime due stagioni il gruppo non ha subito variazioni. Abituarsi a vedere gli stessi volti, trascorrere molto tempo insieme sia in mare che a terra, condividere sconfitte e successi ha fatto di noi un team coeso ed affiatato. Più che dei professionisti direi che siamo soprattutto un gruppo di amici”.
Giacomo Baldassari per Spidertech News
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