Oeiras cup - III tappa circuito internazionale RC44
Spidertech Sistema Integrato approda con questa regata alla classe più ambita ed entusiasmante del momento, sostenendo un team che gareggia per la solidarietà. A bordo anche il nostro Alessandro Battistelli, tailer ufficiale di tutte le barche del Lightbay Sailing Team. Dal suo diario di bordo, ecco un report dettagliato di questa prima esperienza nel circuito.

Alessandro Battistelli in azione. Foto di repertorio
Lisbona, 1 giugno 2007
L’avventura con Hiroschi RC44 è iniziata a Trieste, dove abbiamo svolto dei cicli di allenamento con la barca appena varata. Roberto Vencato di Ullmann Sails Italia ci ha seguito sin dai primi passi per progettare e dimensionare le vele della barca. Grazie alla tecnologia Spidertech, il velaio ha potuto sviluppare un prodotto subito competitivo: vele veloci per una barca aggressiva, rapida ed accattivante, capaci di accelerazioni da racer puro. Insomma, una barca senza compromessi. In un ambiente di altissimo livello agonistico, è fondamentale sviluppare la velocità della barca. Solo un buon passo consente di minimizzare gli errori di un equipaggio novizio.
Il gruppo è sempre lo stesso, Lightbay Sailing Team, impegnato su più classi contro la lotta alla fibrosi cistica: RC44, Farr40 sul quale noi di Spidertech stiamo sviluppando nuove vele per la tappa di Hanko (NOR), Mumm30 con cui parteciperemo al mondiale di classe, in programma a Portocervo per ottobre.
Hiroschi in azione nel golfo di Lisbona Ph. Lightbay courtesy
Dopo mesi di studio e di preparazione, arriva l’atteso debutto. L’occasione ci viene offerta dall’Oeiras cup, terza tappa del circuito internazionale di classe, prevista a Lisbona per i primi di giugno. All’aeroporto già si respira competizione. L’attesa si fa spasmotica durante la preparazione della barche. 6 gli equipaggi in gara: Team Omega (IRL), capitanato da Russell Coutts, a bordo anche Gavin Brady (già tattico di Oracle) nel ruolo di trimmer; Team Aqua (UAE) con Cameron Appleton; Team BEACOM (JPN), che schiera Morten Henrikson alla tattica e Sten Mohr al timone; Team V1 (UAE) di Rasmus Kostner, già impegnato su Mascalzone Latino; Team Cro-A-Sail (CRO) guidato da Tomislav Basic, anche lui bravissimo math racer. Infine noi, Team Lightbay, new entry della classe. Lorenzo Bodini, nostro tattico, guiderà un equipaggio esperto, ma senza precedenti a bordo di un RC44. La paura di essere battuti, quella che inconsciamente si stabilisce all’interno di ogni velista prima della regata, lascia spazio all’onore di partecipare ad una simile competizione: ci batteremo certamente al di sopra delle nostre possibilità.
Dopo il rituale dell’armo e la preparazione della barca tutti insieme (altra novità!), arriva il momento di uscire in mare per la pratic race. Il golfo di Lisbona ci offre una giornata ideale: 10 nodi costanti senza salti di vento, mare calmo. Issiamo le nuove vele (100% carbonio con tecnologia Spidertech), e proviamo il campo. Lorenzo chiama una partenza “normale” a metà linea, senza forzare dato che la regata non fa classifica. Scelto il lato sinistro come migliore zona in cui regatare, approcciamo la boa di bolina secondi dietro Team Aqua. Incredibile!!! Fortuna? Un pochina, ma la giornata è di vento leggero e la barca non richiede troppa fatica per scivolare agilmente sull’acqua quasi piatta. Bene, anzi benone! Non faccio che ripetermi di non entusiasmarmi troppo, la regata è ancora lunga, il campionato non è ancora iniziato.
Il comportamento della barca in poppa è davvero entusiasmante, ma strambare un gennaker di 280 mq è davvero impegnativo. Dopo aver combattuto con il vicitore Team Aqua ed aver tenuto testa a Russel Couts su Omega, tagliamo secondi il traguardo: l’euforia a bordo è tanta quante le strette di mano tra noi, ma -purtroppo- è solo pratic race! Il bello (o il peggio ahimè) deve ancora arrivare!
Chissà perché, ciò che un equipaggio teme i più puntualmente si verifica. Con 20 nodi ed onda corta, il primo giorno di regate ufficiali mette alla prova la nostra preparazione atletica: la barca si è trasformata in un “toro” di carbonio che non perdona errori. Scopriamo subito che farla rallentare è molto più facile di quanto pensavamo! Le altre barche ingranano la quinta e per noi, meno preparati dalla “palestra di bordo”, diventa difficile rimanere davanti. Il copione si ripete anche pe le prove successive.
Stesso copione nelle regate successive, tutte caratterizzate da brezze tese.
Un bilancio? Finiamo quinti a parità con il quarto classificato, pagando l’inesperienza sulla barca. Siamo molto soddisfatti del passo e delle vele, sempre veloci e stabili, la randa in special modo ci ha soddisfatto sopra le aspettative. Dopo le regate di flotta arriva il momento dei match race, specialità in cui ci piazziamo al quarto posto, con 2 vittorie e 3 sconfitte. Paradossalmente, le sensazioni più belle le abbiamo ricevute proprio dalle sconfitte, in particolare da quella con Omega. Battersi con Russel Coutts è una continua scuola, soprattutto se gareggi con 15-17 nodi di vento reale. Russel ha vinto facilmente la partenza, parhceggiandoci sulla parte destra della linea. Nella prima abbiamo imbastito un serrato tacking duel che ci ha consentito di contenere il distacco. Alla prima boa, team Omega ha solo una lunghezza di vantaggio che riuscirà a difendere anche nel lato di poppa. La regata si ri-apre miracolosamente al giro di boa poppa-bolina, dove riusciamo a infilarci internamente grazie ad un errore degli avversari: il team irlandese ha girato abbastanza lentamente, accusando un forte scarroccio laterale. Ottimo! la regata è ancora aperta. Forza ragazzi!
Arriviamo davanti all’ultima issata, ma di poppa le nostre scelte tattiche non coincidono più con quelle di Omega. Le rotte delle barche si separano: Russel va a sinistra e noi a destra, finendo in un calo d’aria che riporta avanti gli avversari. All’ultimo incrocio, quello che ha ciuso le sorti della regata, Russel ci sfila davanti e davanti rimarrà fino all’arrivo ormai a poche lunghezze. Delusi dall’epilogo di una regata combattuta, ma entusiasti per esserci gustati al massimo ogni istante della sofferta battaglia, non possiamo non complimentarci con la nostra barca, con le vele e -perché no?- anche con i nostri avversari. Arrivederci alla prossima tappa!
Alessandro Battistelli
A lato, avversario molto vicino e boa a 3 lunghezze: ci prepariamo ad una manovra decisiva. Importantissimo non fare errori! ph. Lightbay courtesy
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