Le vele del Tornado Bella Stella.
FMG ha sponsorizzato l’impresa atlantica di Francesco Di Benedetto, che esprime oggi le sue considerazioni sulla resa delle vele del suo Tornado progettate e confezionate dalla veleria Ullman Sails Iseo con tecnologia Spidertech.
Nota tecnica redatta da Francesco Di Benedetto per Fiorenzi Marine Group.
Oggetto: Randa, fiocco e code zero in laminato Spidertech. Randa e fiocco con fibre in carbonio e kevlar. Code zero con fibre in kevlar.
Velaio Ullman Sails Iseo loft.
Condizioni di utilizzazione:
Traversata Atlantica su Tornado. In solitario.
Venti compresi tra 15 e 30 nodi.
Andature prevalentemente portanti. Vento reale sui 160 gradi ma vento apparente con angoli compresi tra 150 e 100.
Onde da 1 a 4 metri.
Durata 19 giorni. Utilizzazione delle vele no stop.
Randa:
superficie circa 18mq.
3 mani di terzaroli.
Una stecca supplementare sulla base per facilitarne l’avvolgimento quando si prendono le mani di terzaroli.
Peso della randa completa circa 30% superiore a una vela da competizione.
In generale le performances di randa e fiocco sono ottime.
Durante i test a Antibes (con un altro Tornado con vele da regata standard) abbiamo notato chiaramente la capacita’ delle vele di accelerare provocando una forza di sbandamento ridotta. Questa caratteristica mi e’ stata utile poiché mi sono trovato spesso in condizioni di essere sovra invelato sotto raffica. Il catamarano è rimasto ben stabile e molto manovriero.
La randa conserva una bella forma e le performances anche con una e due mani di terzaroli. Più difficile invece valutare per la terza mano.
Durante la seconda parte del viaggio (da giorno 9 a giorno 19 Gennaio) ho navigato con la mano di terzaroli 2 (20% del tempo), la mano 3 (60% del tempo) e la randa inferita su circa 1 metro (20% del tempo a causa delle condizioni vento/buio/stanchezza/margine di sicurezza).
Una quarta mano di terzaroli (circa meta della superficie della 3) è indispensabile per questo tipo di navigazione.
Quando prendo i terzaroli, avvolgo la randa lungo la base aiutato da una stecca cucita lungo la base. All’inizio la rigidita del laminato ha reso difficile l’avvolgimento. Avvolgo sempre la randa nello stesso senso, il laminato si deforma leggermente secondo quel senso di avvolgimento e le volte successive diventa più facile da avvolgere. La difficoltà nell’avvolgimento si presenta nuovamente se cerco di cambiare senso di avvolgimento.
Le mani di terzaroli non sono parallele alla base, ma il nuovo angolo di scotta è più alto (20~30 cm). Dunque la parte posteriore del boma si dispone verso l’alto quando si prendono le mani di terzaroli. Sempre lato angolo di scotta appare un sovrappiù di randa che non è avvolta e penzola.
Le bande fluorescenti sulla randa sono ben visibili con notte buia. La loro disposizione, larghezza e numero mi sembrano ok.
Nell’insieme lo spessore del laminato per la randa mi sembra eccessivamente sovra dimensionato (il peso complessivo elevato e rigidità del laminato creano qualche difficoltà nelle manovre.)
Fiocco:
Superficie circa 6 mq
Fiocco avvolgibile sullo strallo
A causa delle condizioni di navigazione spesso estreme, ho avuto relativamente poca cura del fiocco (fiocco in bando che sbatte violentemente, utilizzo avvolto parzialmente, avvolto male con pieghe, …). Nonostante ciò la forma e le performances sono rimaste ottime. Assenza di vibrazioni anche a fine navigazione.
La rigidità del laminato è un vantaggio notevole in quanto mi è stato possibile utilizzare il fiocco quasi come se fosse montato su avvolgifiocco (con profilo rigido).
Nell’insieme il dimensionamento del laminato del fiocco mi sembra quello giusto.
Code Zero:
Superficie circa 15 mq
Avvolgibile su ralinga in tessile.
Le performances del code zero sono ottime, ma mi è stato possibile testarlo prima della partenza soltanto con vento portante sui 15 nodi. Si avvolge molto bene sulla ralinga tessile.
In navigazione in Atlantico l’ho utilizzato un paio di volte. Vento circa 15 nodi da 160 gradi.
Durante la seconda scuffia (9 Gennaio) ho dovuto a malincuore abbandonarlo in mare poiché era uscito dal suo sacco per formare una grande e indesiderata ancora galleggiante attaccata al punto di drizza (rendendo impossibile il raddrizzamento del cat).
Il dimensionamento del laminato del code zero mi sembra un po’ eccessivo. La rigidità del laminato ed il fatto di conservarlo a bordo (avvolto lungo la ralinga) creano delle pieghe nel laminato che potrebbero diventare dei punti deboli.
Laminato:
Le mie vele non presentano ad oggi alcun segno di invecchiamento precoce. Sono anzi piuttosto in buono stato vista l’utilizzazione fatta.
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